Alimentazione

Quando Fai la spesa: evita gli imballaggi!

  1. 1. Compra il cibo, non l’imballaggio! Portati la borsa di tela da casa nel momento in cui vai a fare la spesa! Lo sai che nel pacifico c’è un’isola di rifiuti composta in gra parte dalle buste di plastica, grande quanto la California? Se vai a comprare (soprattutto al mercato) non costa nulla dire al venditore “non mi di la busta di plastica, metto tutto nella borsa di tela”: tanto poi in ogni caso laverai tutti gli ortaggi comprati! Non costa nulla neanche portarsi il portauova comprato la volta precedente e chiedere al venditore di uova sfuse di poter mettere le uova direttamente li.
  2. Non comprare l’acqua nelle bottiglie di plastica ma bevi acqua del rubinetto senza usare le brocche con i filtri! L’acqua pubblica è molto buona! Se nella tua zona, viene immesso molto cloro, basta lasciare l’acqua in una caraffa per un po’, il cloro evapora e poi potrai berla. Eviterai così di immettere nell’ambiente gli imballaggi di plastica e le emissioni dovute al trasporto delle bottiglie.
  3. Evitare di andare al supermercato! Prediligi i piccolo negozi, i mercati ed i coltivatori diretti! In questo modo supporterai l’economia locale.  Compra vino, olio,  cereali e legumi sfusi nei negozi leggeri! Eviterai inutili rifiuti da imballaggio nell’ambiente.

Mangia frutta e verdura di stagione: mangiare frutta e verdura di stagione,  evita da una parte il consumo energetico (e quindi emissioni di CO2) per il riscaldamento delle serre, inoltre ti dà più garanzie che i conservanti chimici sugli ortaggi siano meno (solitamente la frutta e la verdura fuori stagione vengono trasportate per lunghi tratti da altri paesi: per mantenere gli alimenti durante questo tragitto, vengono riempiti di conservanti chimici!)

Prediligere cibi  a filiera corta: scegliere cibi a filiera corta evita l’emissione di quintali di CO2 per il trasporto degli alimenti da un posto all’altro. Inoltre, questa scelta ti permette di avere maggiori garanzie sulle modalità di produzione e sulla qualità  del cibo stesso. Comprando direttamente dai produttori locali potrete chiedere come sono stati coltivati gli ortaggi e nel caso di fattorie locali, andare a vedere di persona il luogo in cui crescono. Mangiare a Km 0, in Italia è relativamente semplice: potete trovare un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) vicino a voi o potete andare in un mercato dove ci siano produttori locali (Es: a Portapalazzo c’è un’area dedicata solo ai produttori locali)

Il risparmio di CO2:

Consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia – sostiene la Coldiretti – può risparmiare fino a 1000 chili di anidride carbonica (CO2) l’anno poiché ad esempio per trasportare a Roma un chilo di ciliegie dall’Argentina in aereo per una distanza di 12mila km si liberano 16,2 kg di anidride carbonica (CO2), mentre per un kg di pesche dal Sudafrica nel viaggio di 8mila chilometri si emettono 13,2 kg di CO2 e, infine, gli arrivi di ogni kg di uva dal Cile producono 17,4 kg di CO2.

Considera la piramide ambientale dei cibi:

Ricorda sempre alcuni cibi, hanno di per se un impatto ambientale più alto; per esempio la carne rossa ha un forte impronta ecologica: pensa che per produrre un kg di carne ci vanno 10.000 litri d’acqua! Con le risorse utilizzate per produrre un kg di carne si potrebbero produrre quantità di cereali e legumi per sfamare molte più persone a parità di risorse.

Nella figura qui sotto viene rappresentata la piramide ambientale, in cui alla base ci sono i cibi meno impattanti e gradualmente salendo quelli con impronta ecologica maggiore.

 

 

 

 

 

 

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