Ecorifugiati, migrazioni e sviluppo: un dialogo fra etnopsichiatria e decrescita

Secondo l’UNHCR entro il 2050 vi saranno sulla terra circa 250 milioni di profughi ambientali. Frantz Fanon, psichiatra in Algeria, vedendo nel sintomo il risultato della violenza e dell’alienazione coloniale, proponeva come “terapia” la decolonizzazione. Serge Latouche, cinquant’anni dopo, denuncia i danni della colonizzazione del mondo da parte dell’ideologia dello sviluppo e propone una rivoluzione culturale a partire dal concetto di decolonizzazione dell’immaginario dal totalitarismo della crescita.

Chi sono gli ecorifugiati e cos’è la migrazione oggi? Quali nessi è possibile tracciare fra questi fenomeni e le strutture che danno forma alla nostra società (sviluppo, neoliberismo, crescita, etc.)? E quali forme di “terapia” sono ancora possibili?

Interverranno:
Maurizio Cossa (avvocato, esperto di ecorifugiati – MDF)
Alice Visintin (psichiatra – Ass. Frantz Fanon)
Bertin Nzonza (presidente del’Associazione Mosaico)
Modera Jean-Louis Aillon

Lunedì 21 Giugno – Polo Culturale Lombroso (via Cesare Lombroso 16)

Ingresso libero Orario: dalle 21.00 alle 23.00

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